Tag: teoria del capitale

  • 100 di questi Murray

    Il 7 marzo 2026, all’Ex Aurum di Pescara, ci incontriamo per un evento speciale: approfondire le idee di Murray Rothbard nel centesimo anniversario della nascita.

    100 di questi Murray!

    È un augurio per tutti e un invito a partecipare.

    È un appuntamento per chi è convinto dell’importanza dei principi, e perché Rothbard ha dato senso a quelli di libertà, proprietà e libero mercato.

    Saranno con noi quattro studiosi che le idee di Rothbard le hanno approfondite davvero: Luigi Marco Bassani, Nicola Iannello, Carlo Lottieri, Roberta Adelaide Modugno, quattro esperti che sanno parlarne con competenza e originalità.

    L’ingresso è gratuito!

    Per i primi 50 che si prenoteranno tramite il link per la pre-registrazione, al termine dell’evento verrà consegnato un omaggio: una copia del nuovo libro di Marco Bassani Occidente contro Occidente. Elegia prima del suo trionfo. E, per tutti quelli prenotati e registrati il 7 marzo, l’iscrizione gratuita a Free Academy come Socio Sostenitore per l’anno accademico 2025-26.

    Se ti interessa, vieni. Se ti incuriosisce, vieni. Vieni anche se le idee di Rothbard non ti convincono: sarà interessante parlarne insieme a Te.

    L’iniziativa è di FenImprese Pescara e dell’Osservatorio sociale economico e culturale Synapses, in collaborazione con Free Academy.

    Prenota il tuo posto in sala, iscriviti a Free Academy per l’anno in corso e ricevi una copia del libro di Marco Bassani se sarai tra i primi 50!

    Dopo le ore 20 l’evento continua.

    Ci spostiamo in un vicino ristorante raggiungibile a piedi. Sarà una festa tra amici per continuare in modo conviviale a parlare di Rothbard e di tante altre cose, liberamente, con arrosticini (e non solo), buon vino e un buona birra. Il costo della partecipazione, cibo a menù fisso e bevande comprese, è … te lo diciamo nel form.

    E se arrivi da fuori Pescara e ti vuoi fermare per la notte, sempre nel form troverai le relative informazioni.

    Accedi con questo pulsante alla pre-registrazione.

    Ci vediamo. Segnati la data.

    7 MARZO 2026
    Ex Aurum, Pescara, Largo Gardone Riviera
    Alle 15:30 per la registrazione dei presenti. Alle 16:00 si comincia.

  • Il denaro fiat e le sue conseguenze

    Il denaro fiat e le sue conseguenze

    Guarda la foto! Ti fa venire voglia di credere ancora che il denaro fiat sia un buon posto dove mettere i tuoi risparmi? E che le banche centrali si preoccupino davvero di proteggere il valore del tuo denaro?

    A sinistra, un’enorme pila di banconote da un dollaro, che oggi, nel 2025, serve per comprare una singola moneta d’oro da un’oncia, pari al valore di 3.334 USD. A destra, un mazzetto di banconote da un dollaro e qualche moneta, pari a 20,67 USD, ossia il prezzo della stessa moneta d’oro da un’oncia nel 1933.

    Il messaggio è brutale e semplice allo stesso tempo: non è l’oro a salire di prezzo ma è il dollaro ad aver perso il 99,4% del suo potere d’acquisto rispetto all’oro in meno di un secoloLa quantità di denaro necessaria per acquistare lo stesso bene è aumentata di 161 volte. Il potere d’acquisto del dollaro è diminuito mediamente al ritmo del 5,4% all’anno.

    Questo è l’esproprio silenzioso dei frutti del lavoro e del risparmio delle persone, legittimato dai governi, orchestrato dalle banche centrali, chiamato «politica monetaria».

    Nel 1933, il dollaro era ancorato all’oro. Un processo iniziato nel 1914 e terminato nel 1971 ha portato dal gold standard al denaro totalmente fiat, cioè scollegato da qualunque realtà materiale. Il risultato è stato l’inflazione cronica, il debito crescente e la perdita sistematica del potere d’acquisto. In sintesi, il denaro fiat è stato progettato e implementato per essere inflazionato a piacere da chi lo governa. Ogni dollaro stampato rappresenta un’imposta occulta per chi lo detiene. Ecco perché i governi e le banche centrali lo adorano: è il modo più efficace per sottrarre ricchezza «nottetempo».

    Il sistema monetario attuale è una gigantesca truffa legalizzata, che disincentiva il risparmio, droga l’economia e alimenta l’illusione della crescita.

    L’unico modo per difendersi è smettere di pensare in termini di prezzi in valute fiat (dollari, sterline, yen, ecc.) e iniziare a ragionare in termini di #Bitcoin, che lo Stato non può controllare né inflazionare.

  • Argentina: il declino e la rinascita spiegate attraverso la preferenza temporale

    La crisi e la rinascita economica argentine sono spesso raccontate attraverso il linguaggio tecnico della finanza: default, inflazione, debito sovrano, fuga di capitali. Ma c’è una chiave di lettura più profonda, più culturale, più filosofica.

    La preferenza temporale, concetto centrale della Scuola Austriaca di Economia, indica quanto un individuo (o una società) valuti il presente rispetto al futuro. Chi ha una preferenza temporale alta vuole tutto e subito. Chi ce l’ha bassa, è disposto a rinunciare a qualcosa oggi per ottenere una maggiore gratificazione domani.

    Così, una bassa preferenza temporale si traduce in un maggiore accumulo di capitale, un aumento della produttività e un miglioramento del tenore di vita. Al contrario, l’assenza di risparmio implica l’assenza di capitale e, di conseguenza, un ostacolo allo sviluppo e al progresso.

    Per Eugen von Böhm-Bawerk, ogni forma di interesse nasce proprio da questa differenza: si rinuncia a un bene oggi solo se si ottiene un vantaggio futuro. Mises e Rothbard hanno sviluppato questo concetto fino a mostrarne le implicazioni su scala sociale: civiltà intere crescono o decadono in base alla loro capacità di rimandare la gratificazione.

    L’Argentina è il caso perfetto di una società con preferenza temporale patologicamente alta. La causa? L’inflazione cronica, usata dai governi statalisti, peronisti e post-peronisti, come strumento di potere.

    Manipolando il denaro per finanziare spesa pubblica e clientele politiche, lo Stato ha distrutto la funzione della moneta come riserva di valore. E, quando i soldi si svalutano velocemente da un giorno all’altro, risparmiare diventa stupido e investire rischioso; e, allora, consumare subito è la sola scelta razionale.

    Il denaro, diceva Mises, non è solo un mezzo di scambio: è il fondamento su cui si costruisce la civiltà. Se quel fondamento si sgretola, tutto ciò che poggia su di esso viene giù. Gli effetti si vedono nelle infrastrutture fatiscenti, nella fuga di cervelli, nell’imprenditoria scoraggiata, nell’aumento della criminalità e delle dipendenze.

    Nel libro Il Bitcoin Standard, Saifedean Ammous descrive con lucidità le conseguenze di questa dinamica: una società che non risparmia consuma il proprio capitale, smette di investire in progetti a lungo termine, rinuncia alla costruzione di beni durevoli e alla cooperazione pacifica. Il tempo si contrae, le prospettive si restringono, il futuro è un’ipotesi troppo lontana per essere presa sul serio in considerazione.

    Il caso argentino ha mostrato come lo Stato ha usato il controllo del denaro per aumentare il proprio potere, distruggendo l’incentivo al risparmio e spingendo le persone verso scelte irrazionali e autodistruttive.

    Hans-Hermann Hoppe ha spiegato come l’abbassamento della preferenza temporale sia l’inizio della civilizzazione: solo quando si inizia a pensare a lungo termine si sviluppano le istituzioni della libertà, della proprietà privata, dell’accumulazione di capitale. Ma anche che l’intervento governativo, attraverso la spoliazione fiscale e la violazione dei diritti di proprietà, produce l’innalzamento del tasso di preferenza temporale da cui l’arresto e inversione del processo di civilizzazione.

    Dopo decenni di politiche inflazionistiche, il dramma argentino è economico e culturale allo stesso tempo. L’alta preferenza temporale è diventata un tratto caratteristico del comportamento collettivo. Si preferisce la dipendenza dal sussidio all’impegno individuale, il consumo immediato al risparmio, il debito alla prudenza. La moneta cattiva ha creato cittadini disabituati al concetto di futuro.

    Il risultato è stato un Paese ricchissimo di risorse ma impoverito nella sua capacità di trasformarle in prosperità. La vera emergenza non è il debito pubblico o l’inflazione. È la preferenza temporale altissima che ha corrotto il comportamento economico e sociale.

    Ma oggi è in atto il cambiamento.

    Con l’arrivo alla presidenza di Javier Milei, le vecchie abitudini politiche sono state rimosse. Ma al di là delle misure tecniche e delle riforme, il vero effetto è stato culturale: è rinata la fiducia. Gli argentini, dopo decenni, hanno cominciato a credere che il futuro possa valere più del presente.

    L’Argentina si sta rigenerando, prima di tutto guarendo il proprio rapporto con il tempo. Attraverso la prospettiva di una moneta sana, con il ritorno alla cultura del risparmio, dell’investimento, della responsabilità individuale. Solo così si riaccende la fiamma di un futuro degno di essere costruito.

    Questa inversione di rotta si manifesta in significativi segnali: imprenditori che reinvestono, giovani che restano, famiglie che tornano a risparmiare. Dopo anni di segnali che hanno distrutto la fiducia nel futuro, la società argentina sta abbassando la propria preferenza temporale.

    Milei ha colpito al cuore il meccanismo che teneva alta la preferenza temporale: interrompendo l’emissione artificiale di moneta, riaffermando il primato della proprietà privata e smascherando le illusioni delle politiche di spesa pubblica, ha ristabilito il nesso tra lavoro e risultato, tra impegno presente e benessere futuro. Ha ridato senso all’attesa per ottenere maggiori gratificazioni.

    Non sarà un processo breve, né lineare. Ma quando cambia il rapporto con il futuro, tutto può cambiare. La sfida è enorme, ma è questa la strada giusta.