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  • Le menzogne del riscaldamento globale

    Ci sono menzogne talmente colossali che, proprio per la loro enormità, finiscono per sembrare vere, perché si dà per scontato che nessuno avrebbe mai il coraggio di inventarsele. Una di queste, oggi, è il crollo della struttura di acciaio dell’insegna collassata sulla sommità della torre Hadid causato dalle temperature alte di questi giorni di inizio estate.

    Si tratta di un caso emblematico di costruzione ideologica, in cui si prende un evento isolato e lo si collega a un altro evento in modo favorevole alla narrazione, insinuando che l’eccezionalità del primo non possa che derivare dall’eccezionalità del secondo.

    Gli effetti delle variazioni di temperatura sui materiali, che agiscono sulle caratteristiche meccaniche e sulle dimensioni geometriche degli elementi, sono note e prevedibili.

    L’acciaio conserva pressoché inalterate le proprie caratteristiche meccaniche fino a 400 °C, temperatura che non raggiunge nemmeno il tetto di un’automobile nera lasciata al sole della Death Valley. Un elemento lineare di acciaio di lunghezza 10 m, sottoposto ad una differenza di temperatura di 50 °C (da 20 a 70 °C), si allunga di 6 mm.